
Giornate di grazia quelle della Festa Patronale di San Giovanni Bosco.
Cominciate mercoledì 28 con lo storico salesiano don Francesco Motto che ha presentato il suo lavoro di studio e ricerca sull’epistolario di don Bosco e conclusesi domenica pomeriggio con la testimonianza del cardinale Bagnasco sui germogli di fede giovane che spuntano nel continente europeo in mezzo al deserto della secolarizzazione.
Venerdì sera il Movimento Giovanile Salesiano si era ritrovato per la “società dell’allegria”: un appuntamento mensile con cena e grande gioco che si conclude con la catechesi, le Confessioni e l’Adorazione eucaristica animata dai giovani della Comunità Cenacolo.
Sabato sera durante i Vespri delle 19.00 il Vescovo Mons. Delbosco ha benedetto i membri del nuovo Consiglio della Comunità Educativa Pastorale. Dopo la cena i giovani hanno offerto a tutti una splendida serata in teatro di accademia in onore del loro santo: musiche dal vivo, canti, recitazione, video, poesia dietro il filo conduttore della Strenna 2026 offerta dal Rettor Maggiore a tutta la famiglia salesiana: “Fate quello che Lui vi dirà”.
La domenica mattina, 1 febbraio, ha segnato l’apice della festa: numerosi bambini e ragazzi hanno popolato il cortile dalle 9.30 per la colazione e il gioco per poi partecipare alla solenne celebrazione Eucaristica presieduta dal Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo Emerito di Genova, ex Presidente dei Vescovi d’Italia e d’Europa.
Durante la sua splendida omelia ha tratteggiato l’attitudine dell’adulto educatore verso i giovani di oggi: uno sguardo colmo di tenerezza e di tremore. Tenerezza e affetto verso questa porzione di Chiesa così bella e amata da don Bosco, piena di vita, di energia, di entusiasmo. Tremore per il rischio che essa venga ingannata dai falsi maestri di oggi che vogliono privarla della verità, dell’amore, della libertà, di Dio.
Al termine della celebrazione i giovani stessi hanno condotto solennemente in spalle l’effige del santo dei Becchi fino al cortile dell’oratorio dove, con la sua reliquia, il cardinale ha benedetto l’intera comunità al suono delle campane che intonavano l’antico inno “Giù dai Colli”.







